È arrivata l'ora di fare il punto della situazione in questo primo scorcio di stagione primaverile per i nostri tapascioni su strada e su pista! Cominciamo subito da miei di risultati. Non c'è molto da dire, anche perché vi ho già scassato abbastanza con le mega-news marchigiane sul diecimila di Recanati. Quindi, per non farvi soffrire inutilmente, togliamolo subito 'sto dente. A Recanati ho firmato sotto la pioggia battente un ottimo (ma pur sempre migliorabile) 33'02'' mentre il sabato successivo, 21 aprile, sono arrivato sesto alla 5ville gestendo la gara in modo assurdo: e cioè, partendo a razzo e arrivando scoppiatissimo già al quinto km. Peccato che di chilometri ne mancassero altri otto, e tutti in salita. Ma questo non l'ho fatto per masochismo (ma di questo non sono molto sicuro :) ), ma perché la mia intenzione era quella di scoprire quanto potevo reggere il confronto con i migliori. Il responso: 2km in discesa.
Sabato 21 Aprile ha gareggiato pure il Viro nell'esagonale organizzato a Serravalle (San Marino). Per il nostro piccolo ottocentista, che parla in latino e in greco durante il sonno, si tratta di un graditissimo ritorno all'attività agonistica. All'esordio assoluto nella prova, a lui non molto congeniale, dei 2000m arriva addirittura un primo posto concluso con un ottimo 6'10''07: bravo Viro! Quattro giorni dopo, al Trofeo Liberazione di Modena, si cimenta anche nei “non sono ancora ottocento metri ma ci stiamo avvicinando” 1500m dove vince alla grandissima la batteria dei senza tempo con un buon (non dico ottimo perché Viro ha 4'13'' di personale) 4'17''74 davanti al marocchino di Faenza che si allena con Gabri.
A proposito di Gabri: lui ha già gareggiato quest'anno in pista, ma al coperto. Ad Ancona, il giorno prima dei cross regionali di Civitanova, stampa un grande 2'42'' indoor che lo fa ben sperare per il prosieguo della preparazione invernale. Purtroppo non tutto va per il verso giusto: prima il nevone di febbraio e poi il colossale capitombolo degli italiani societari di cross a Correggio, nella prova del cross corto, lo frenano nel suo attacco ai 1500m estivi. In questo periodo pian pianino si sta riprendendo e, sempre al Trofeo Liberazione, inaugura la sua stagione outdoor con un discreto 4'17''50. Il prossimo obiettivo sarà un 1500m che si svolgerà a Milano, dove tenterà il tutto per tutto per tornare sotto i 4'10'': il minimo necessario per gareggiare a Gavardo. Qualcuno ti tiferà pure contro...ma il Tapascion è con te. Forza Gabri.
Passiamo fondatore del Tapascion nonché creatore del sito su cui sto scrivendo: Albe. Esordisce al Trofeo Liberazione con il giro di pista. Allo sparo, il Viro ed io cerchiamo qualche forza soprannaturale che possa farlo scattare e per smuoverlo un attimo...ma al 200 passa con un lentissimo 24.8 ("lentissimo" ovviamente rapportato alle sue reali potenzialità) e conclude con un appena sufficiente 52''26. Albe! Puoi fare molto di più!!
Se i veterani del Tapascion si stanno comportando bene in buona sostanza....i neoacquisti, l'Elena e Cake, fanno faville.
L'Elena viene da una stagione invernale un po' tribolata. All'odio viscerale che nutre nei confronti delle campestri si è aggiunto pure lo stop dovuto al già citato nevone. Quest'ultimo l'ha costretta infatti a correre all'interno della palestra del Gotti ed i continui cambi di direzione le hanno procurato un danno abbastanza serio al menisco del ginocchio sx. Ancora oggi gareggia e si allena con una vistosa ginocchiera, ma ormai forse più per la preoccupazione dell'onnipresente Altavilla che per reale necessità.... In primavera riprende a macinare km e alla prima occasione decide di testare la propria condizione a Russi e a Villanova di Ravenna: un secondo ed un terzo posto rispettivamente. Il 14 Aprile al Baumann di Bologna, il 21 a San Marino ed il 25 Aprile a Modena arriva una pioggia di personali. Negli 800m di Bologna, incredibile ma vero, arriva per la prima volta prima e riesce a piazzare un gran 2'26''74. “Facendo la buffona” dichiarerà poi in conferenza stampa. Nel 2000m stravince con 6'41''50 correndo l'ultimo giro in 1'13'' e, secondo me, anche qui “facendo la buffona”. Nel 1500m di Modena decide finalmente di togliersi il naso da clown. Non vince, ma lotta per gran parte della gara nelle prime posizioni ed alla fine strappa un gran 4'46''40 (nella seconda serie la sua apprendista abbassa il suo PB di 30''). Passano solamente pochi giorni e la vediamo all'opera anche su strada a Pieve Cesato: sui 9.5km del percorso, vince il traguardo volante, la gara e abbatte di quasi un minuto e mezzo il record della gara col tempo di 34'33''. Illegale. I personali sui 3000st, i 5000m ed i 10000m sono avvisati. Sabato prossimo la vedremo correre, questa volta di nuovo in pista al Baumann, i 1000m: il 3'10'' di due anni fa ha i giorni contati. Io...un 3'05'' glielo lancio, così, per portare sfiga!
Passiamo a Cake. Il piccolo Cake, nonostante un lungo inverno travagliato e culminato con il pezzo di tampone dimenticato nel naso, si presenta al 10000m di Rubiera del 22 Aprile in buone condizioni e si classifica quarto assoluto con un buon 32'00''05 aggiudicandosi il titolo di campione regionale junior e balzando in vetta alle lista di categoria in Italia. Il forte vento ed i soliti problemi legati alle vesciche condizionano la sua gara e così, Cake, vede cadere nel vuoto il suo primo attacco al, nientepopodimeno, minimo di partecipazione ai mondiali junior: un 31'30'' perfettamente all'altezza delle sue capacità. Un po' deluso ma comunque fiducioso, Cake porterà la sua offensiva ad uno dei cinque 10000m facenti parte di un circuito di gare organizzato da Matteo “Don Kenya” Vecchia. Nell'attesa, Cake ha corso due gare in questo lungo ponte del 1° Maggio. Il 29 Aprile, presentandosi da campione in carica, vince con grande distacco la 10km a Sant'Angelo di Gatteo col tempo di 32'38'' e due giorni prova a ripetersi nella ben più competitiva gara di San Mauro Pascoli. Partito cauto, raccoglie uno scoppiatissimo Abderrazak a 3km dalla fine e, non pago, sferza l'attacco al marocchino sconosciuto che si trovava in testa fino a quel momento. Questi, però, stringe i denti e si invola verso il traguardo. Per Cake, un ottimo 31'55'' che fan ben sperare per l'agognato minimo. Forza Cake!
Domenica 22 aprile è stata un giornata di corsa un po' particolare, di quelle che non accadono spesso e che, pur non riuscendo a portare a casa un PB o un vaso in ceramica, ti lasciano dentro quel qualcosa di inspiegabile che, citando uno dei partecipanti, “non le capisci se non le provi”.
E così, in una bella giornata di sole bolognese, un gruppo di persone, un po' sgangherato ma molto determinato, si è dato appuntamento in Piazza Maggiore a Bologna per spingere Mauro, un ragazzo affetto da tetraparesi spastica, alla Strabologna. Una gara non-competitiva che, nonostante non avesse richiamato il meglio del meglio del podismo locale, si è trasformata in una bellissima ed irripetibile occasione per offrire ad una persona un regalo impossibile da comprare persino da Harrods.
Il vero motore dell'iniziativa però, senza il quale neppure con la nostra buona volontà, di Gabri, Tasso e mia e di molti altri, avremmo potuto prendere parte, è stato Tiziano Favaron. Egli, con incredibile tenacia, è riuscito a guidare il folto gruppo (nel quale figuravano anche i noti Bruzzi e Bernabei) che accompagnava Mauro nella sua folle corsa, tutto imbragato nella sua carrozzella.
Non posso sapere esattamente cosa avesse provato alla partenza, quando Tiziano s'è lanciato con il suo ritmo indiavolato, ma voci abbastanza affidabili mi hanno riferito che per lui deve essere stato qualcosa di molto importante. Addirittura, durante la notte appena trascorsa, non era riuscito a chiudere occhio per ciò che lo stavano aspettando: i 10.8km più esaltanti della sua vita. Non sappiamo se siamo riusciti nella nostra intenzione, questo solo lui può saperlo.
Dopo quaranta minuti di curve, pavè, salite e discese per il centro di Bologna, riusciamo finalmente a portare a termine l'impresa: far vincere Mauro. E questo, nonostante avessimo clamorosamente sbagliato strada e l'avessimo costretto ad un pit-stop veloce per aggiustargli un laccio che gli teneva un piede. All'arrivo, la folla è festante...la fatica è stata tanta ma per tutti, nessuno escluso, ne è valsa la pena.
C'era chi avrebbe voluto tagliare il traguardo subito dietro di lui e non ce l'ha fatta ma comunque ce l'ha messa tutta. Chi aveva in programma una gara su pista solo qualche giorno dopo ma ha pensato di dover lasciar perdere, almeno una volta, la tabella di allenamenti. E c'era anche chi magari aveva maledettamente bisogno di un giorno di scarico, ma ha stretto i denti e ha trovato la forza per arrivare in fondo.